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2007/11/21 brutte abitudiniL’annosa questione dell’italianità dei Savoia si è risolta d’incanto ieri sera, quando «Ballarò» ha rivelato che l’ex famiglia reale ha fatto causa alla Repubblica per i danni morali dell’esilio, chiedendo 260 milioni di euro, più gli interessi e la restituzione dei beni confiscati. La Repubblica ha risposto per bocca di un alto funzionario dal cognome intonato alla vicenda, Malinconico. E ha risposto picche, annunciando di voler denunciare a sua volta i Savoia «per le responsabilità avute nella storia italiana». Prima che sul set dell’ultima rissa nazionale arrivino il fotografo Corona, il plastico della palazzina di Stupinigi e l’immancabile Taormina (che chiamerà a testimoniare il fantasma della Bela Rosin), precipitando nel ridicolo anche l’unico straccio di storia patria che abbiamo ricevuto in dotazione, mi appello a un altro re senza corona, Sua Maestà il Buonsenso. Il diritto di cittadinanza era un modo per azzerare i conti con il passato. Che i Savoia facciano finta di dimenticarsene e usino il nuovo status per intentare causa a chi gliel’ha fornito è la prova che abbiamo fatto bene a reintegrarli, perché anche se parlano con la cadenza assonnata degli svizzeri in realtà sono italianissimi: per furbizia e spregiudicatezza. A questo punto lo siano fino in fondo, diventando democristiani. Poiché dicono di voler destinare i 260 milioni della causa «alle fasce sociali più disagiate», tanto vale che li lascino nelle casse della Repubblica. Esclusa l’immancabile mancia alla Casta, gli altri finiranno di sicuro a qualcuno più disagiato di loro. 2007/11/12 Metodo antistronziTest: sei uno stronzo patentato? Segni che lo stronzo interiore sta tirando fuori la testa Istruzioni: Indicate con vero (V) e falso (F) se le frasi sottostanti descrivono in modo corretto le vostre sensazioni e le interazioni tra voi e i vostri colleghi. Quali sono le mie reazioni istintive di fronte agli altri?
- 1. Mi sento circondato da idioti e incompetenti e non posso fare a meno di farglielo notare di tanto in tanto. - 2. Ero una persona tranquilla prima di cominciare a lavorare con questo branco di coglioni. - 3. Non mi fido della gente che mi circonda, e loro non si fidano di me. - 4. Considero i colleghi come i miei concorrenti. - 5. Credo che il modo migliore di “salire in cima” sia buttare giù qualcun altro. - 6. Godo segretamente quando qualcun altro soffre o è in imbarazzo. - 7. Spesso sono geloso dei miei colleghi e ho difficoltà a essere sinceramente contento per loro quando hanno successo. - 8. Ho un gruppo ristretto di amici fidati e una lunga lista di nemici, e sono ugualmente fiero di entrambi. Come tratto gli altri? - 9. A volte non riesco a trattenere il mio disprezzo verso tutti gli sfigati e i coglioni che lavorano nel mio ufficio. - 10. Trovo utile guardare di traverso, insultare e a volte anche urlare in faccia agli idioti che lavorano con me. Altrimenti non imparano mai. - 11. Mi prendo tutto il merito per i risultati della mia squadra, e perché non dovrei? Non andrebbero da nessuna parte senza di me. - 12. Durante le riunioni mi piace indirizzare commenti “innocenti” che non hanno altro scopo se non umiliare e gettare nello sconforto i destinatari. - 13. Sono sempre pronto a sottolineare gli errori altrui. - 14. Io non sbaglio mai. Quando qualcosa va male, la colpa è sempre di qualche idiota. - 15. Interrompo sempre gli altri perché quello che devo dire io è più importante. - 16. Lecco sempre il culo al mio capo e alle persone importanti e mi aspetto lo stesso trattamento dai miei sottoposti. - 17. A volte le mie battute e le mie prese in giro sono un po’ pesanti, ma bisogna ammettere che sono divertenti. - 18. Amo la mia squadra e loro amano me, ma sono sempre in guerra con il resto dell’azienda. Tratto tutti di merda perché chi non fa parte della mia squadra o non conta niente o è un nemico. Come regiscono gli altri nei miei confronti?
- 19. Noto che le persone evitano di guardarmi negli occhi quando parlano con me e si innervosiscono - 20. Ho la sensazione che la gente stia sempre molto attenta a quello che dice in mia presenza. - 21. Le mie e-mail provocano sempre reazioni ostili, che spesso sfociano in battaglie di insulti. - 22. Gli altri esitano a darmi informazioni personali. - 23. Gli altri sembrano non divertirsi in mia presenza. - 24. Quando arrivo le persone reagiscono sempre dicendo che devono andare via. Come calcolare il punteggio: sommate il numero delle risposte positive. Il test non ha valore scientifico, ma secondo me: da 0 a 5: non sembrate avere le credenziali di uno stronzo patentato, a meno che non vi stiate prendendo in giro da soli.
da 5 a 15: siete degli stronzi patentati borderline: forse è arrivato il momento di cambiare atteggiamento prima che sia troppo tardi.
da 15 in su: Avete tutta l’aria degli stronzi fatti e finiti. Fatevi aiutare immediatamente. Ma per favore non rivolgetevi a me, perché non voglio conoscervi. (estratto da Il metodo antistronzi di Robert I. Sutton) Dovremmo tutti chiederci, “Sono parte della soluzione o sono parte del problema?” 2007/11/6 Ciao Enzo Biagi, maestro di libertà" la Libertà è come la poesia, non deve avere aggettivi: è la Libertà"
( Enzo Biagi)
La mia Italia che non si arrende
di ENZO BIAGI
2007/11/1 Ahimè, ahi lei, ahi noiGentile cavalier Berlusconi, un leader cinquantenne del centrodestra ha reagito alla domanda di una giornalista sulla sua vita privata alzandosi dalla sedia e andando via. Invece un leader settantenne del centrodestra, che tempo fa reagì alla domanda di una giornalista sul suo governo alzandosi dalla sedia e andando via, la vita privata continua a infilarla nelle barzellette maschiliste con cui rallegra le platee amiche: «Ho convinto mia moglie a restare ed è rimasta, ahimè». Il primo leader si chiama Sarkozy. Il secondo, ci siamo capiti. Cavaliere, ai suoi occhi Sarkozy sembrerà il solito francese al quale hanno estirpato nella culla il senso dell’umorismo e Berlusconi un simpatico arcitaliano che sa scherzare sulle proprie vicissitudini coniugali. Ma a me, che appartengo a un’altra generazione, Sarkozy sembra una persona seria e lei, lo dico col massimo rispetto, una persona un po’ anziana. Certe battute rilevano una concezione sorpassata del rapporto fra i sessi, con il maschio nei panni paternalisti del gigione succube e lamentoso. Rimandano a un piccolo mondo antico dove le «signore mogli» si chiudevano in cucina a scambiarsi indirizzi di negozi e i mariti in salotto a parlare di politica (lei, voglio sperare, all’epoca stava con le signore). Poi il mondo è cambiato. Persino l’Italia, anche se non si direbbe, dato che fra i Paesi sviluppati e in via di sviluppo, o di sottosviluppo, resta desolatamente l’unico in cui una donna non abbia ancora ottenuto la guida del governo o di un grande partito. Accetti un consiglio: se vuol battere il leader cinquantenne del centrosinistra, si finga un po’ cinquantenne anche lei. |
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