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日志


2008/3/31

Allora

Dopo il massacro dei tibetani, il blocco delle nostre mozzarelle. Allora è proprio vero che la Cina non rispetta i diritti umani.

2008/3/30

Pecoroni alle urne

Dice: in giro non si respira poi questo grande entusiasmo per le elezioni imminenti. E ti credo. Stiamo per mandare a Roma mille persone scelte dalle segreterie dei partiti, anziché da noi, in base a due soli criteri: l’obbedienza ai capi e l’impossibilità di far loro ombra. La mancanza di personalità, requisito essenziale per chi voglia fare carriera nelle oligarchie italiane, si intona alla campagna elettorale dei candidati, inesistente, e al lavoro che gli eletti andranno a svolgere in Parlamento: pigiare dei tasti a comando, senza neanche potersi togliere lo sfizio di disobbedire ai propri burattinai, pena l'esclusione dalla prossima giostra.

È questo scadimento avvilente della funzione parlamentare, più ancora dello stipendio e dei benefit, che dovrebbe indignare i cittadini. Se il 13 aprile, invece che degli esseri umani, trovassimo sulla scheda le lettere dell’alfabeto, sarebbe lo stesso. E se in Parlamento sedessero mille automi, sarebbe anche meglio, perché i robot non hanno bisogno di scroccare voli aerei e pranzi alla buvette. Quanto a noi, il nostro status di condòmini della democrazia si riduce a mettere una croce accanto al cognome del leader orecchiato alla tv e delegargli per alcuni anni la nostra impotenza, che diventerà ben presto la sua. Perché, per uno di quei paradossi di cui l’Italia è capace, appena il capo onnisciente e vittorioso si siederà nella stanza dei bottoni e comincerà a premerli tutti, scoprirà che sono collegati al nulla.
2008/3/25

Gli stessi titoli di coda

bon, un altro sogno svanito. un'altra porta sbattuta e chiusa a doppia mandata. altre bugie da digerire, altro risentimento da smaltire, altro abbandono da rielaborare. non mi ero fatto grandi illusioni, ma credevo di non trovarmi davanti al solito film già visto...e invece.

il giorno in cui qualcuno riuscirà a stupirmi e darmi un lieto fine penso morirò.

ma non riesco a lasciar spazio all'odio. il dolore non è mai riuscito a cambiarmi. e, col tempo, mi accorgo che neanche più l'amore riesce a farlo.

2008/3/19

Scusami

scusa, ho usato la nostra canzone per un'altra emozione.

2008/3/16

Comunque mi chiamo Ivan

 
2008/3/13

Mano massaggioooooooooo

 

Laggiù, solo

ELENA LOEWENTHAL

Come si fa a contare le lacrime di un bambino? Il conto si perde presto fra un capriccio e un graffio che passa con un soffio, una bugia scoperta, un avanzo lasciato nel piatto. E invece, le lacrime di Salvatore che prima di morire è rimasto là sotto a piangere da solo un giorno e mezzo o forse due, vorremmo contarle tutte, una per una in fila indiana. Vorremmo vedere e sentire risalire quelle lacrime e quei passi di bambino dentro quelle scarpe fino in cima, là dove il pozzo finisce e per lui e Ciccio ci sarebbe stata la salvezza, se solo qualcuno le avesse sentite, quelle lacrime.
«Se si potessero contare, le lacrime di Salvatore prima di morire, potremmo capire il terrore che il bambino ha provato», così si esprime, in un linguaggio certo fuori d’ordinanza, il professor Strada, perito di medicina legale. Ciccio, ci spiega ora dopo ora l’autopsia su quei corpicini spazzati dal tempo, ha sofferto meno perché è arrivato in fondo al pozzo con fratture e ferite che gli hanno procurato una morte rapida. Rapida? Otto ore di dolore devono essere un’eternità anche quelle, per un bambino. Ma quell’eternità è durata infinitamente di più per il piccolo Tore e il suo piede rotto che l’ha lasciato lì due giorni ad aspettare di non piangere più.
«Non abbiamo sentito le vostre grida. Ora ascoltiamo il vostro silenzio», stava scritto su uno striscione bianco che accompagnava qualche giorno fa le bare dei due bambini. Tanto devono essere state flebili le loro grida, quanto assorda oggi tutti noi quel terribile silenzio. In questi ultimi giorni e persino ore abbiamo seguito passo passo il cammino di quei due corpi - di quel poco che restava di due bambini lasciati per centinaia di giorni in fondo a un pozzo.
L’autopsia, con la sua immediata risonanza mediatica, ci descrive minuto per minuto l’agonia dei fratellini: altro che silenzio. È uno strazio che si moltiplica ogni volta che riproviamo a immaginarli là sotto. A ogni sguardo del medico legale, a ogni sua parola.
Questo nostro seguire con gli occhi sbarrati e la testa pesante lo strazio di Ciccio e Tore ha in sé qualcosa di spaventoso. Di quasi inconfessabile. Sembra quasi che solo così, con questa assiduità, con questa attenzione paralizzante, si possa fare i conti con la tragedia. Che questo sia l’unico modo rimasto per confrontarsi collettivamente con l’evidenza che li abbiamo dimenticati laggiù. A morire in fondo a quel pozzo. Come se il fatto di non risparmiarci nulla di tutta la macabra brutalità che questa storia tremenda e straziante porta con sé servisse per scendere a patti con il senso di colpa. Che inevitabilmente attanaglia tutti noi, per aver lasciato soffrire a quel modo due bambini. Perché quando ci sono di mezzo loro, la sofferenza è uno scandalo, un’ingiustizia che grida rabbia al cielo. E così, per provare (invano) a mettere a tacere quel grido di rabbia, nell’insulsa speranza di rendere a Ciccio e Tore che non ci sono più un risarcimento assurdamente impari per quello che hanno patito, ci imponiamo questa tortura mediatica di vederli morire, così in silenzio. Ma un bambino non piange mai in silenzio, se qualcuno lo ascolta.

2008/3/10

Il mostro

Rifletto dentro uno specchio la mia faccia
mentre il freddo in questa stanza
è come la stretta di un gigante che mi abbraccia,
un brivido mi afferra la gola per buttarmi giù.
C'è il letto vuoto ed il silenzio sul quale scivolo.
Ma basta un attimo
ed alimento coi miei occhi il mostro,
morboso di paure, già pregusta il suo trionfo.
Ma non le vedi? Parole che ti rotolano addosso.
La vita ride di te e tu fissi i tuoi stessi piedi.
E non sento più l'effetto che fa
Guardo la città dall'alto
Mentre i mostri arrivano
E non ti accorgi che
ora sei l'unico
arriva il mostro e tutti applaudono
E poi ci sono quelle volte che mi do fastidio da solo
e poi ci sono quelle volte in cui mi do fastidio che mi do fastidio da solo
Ma cosa devo fare per farmi andare bene:
testate contro il muro o preferisci uscire?
da questa apatia generazionale del cazzo
alimentata a strisce per meglio scappare da una realtà di fatto?
Che cosa vedi? Mia giovane mente assiderata
con mille amici su myspace e un'altra cena in solitaria
E non sento più l'effetto che fa
Guardo la città dall'alto
Mentre i mostri arrivano
E non ti accorgi che
ora sei l'unico
arriva il mostro e tutti applaudono
E disteso qui
sento la testa che urla,
la lingua che tace,
portami via da qui,
ora che vorrei nascondermi,
ora che non so resistere,
ora che vorrei solo fuggire lontano da qui.
Ora che son disteso qui,
ora che con la mia testa che urla,
ora che la mia lingua tace,
portami via di qui.
E non sai più chi sei, cosa vuoi e in cosa credi
(x4)
(Grazie a shavamay per le correzioni)
Testi dei Linea 77

 

 

 

Video: Il Mostro live @ mtv.it - Linea77- Video Groups - Crea il tuo blog con audio, foto e video su www.mtv.it!

2008/3/7

La canzone di Tom

 
2008/3/6

agitazioni 2

tutta la notte inseguito dall'ossessione di fantasmi di una notte di anni fa, degli umori di nostri corpi, dei sorrisi e delle risate, della tragedia della nostra separazione. fantasmi di fame e dolore.

2008/3/4

Ricevo in email e volentieri posto

Dopo le adolescenti innamorate, le ragazze di periferie e le femministe in minigonna, Anna Tatangelo ha deciso quest'anno di dare voce ad una nuova categoria sociale: i truccatori gay.

Sul palco del 58simo festival di Sanremo la cantante di Sora ha raccontato la tragica storia di un suo amico, nella fattispecie il suo make-up artist, preso di mira dai suoi concittadini perchè omosessuale (e non per il modo in cui la trucca, come molti di voi saranno portati a pensare). Racconta Anna che un giorno lei e il suo amico camminavano per strada, quando dei ragazzi hanno iniziato a schernirlo urlando 'Ricchiooooneee!'. La povera Anna è rimasta sconvolta dall'accaduto, ma il suo amico le ha confessato che non si trattava di un episodio isolato: 'Sono cresciuto con questi epiteti'. Tornata a casa, sconvolta, Anna è corsa a cercare sul dizionario la definizione della parola 'epiteti'. Dopodichè ha chiesto al suo compagno, Gigi D'Alessio (noto ai più per essere da sempre in prima fila nella lotta contro l'omofobia), di scriverle una canzone sull'argomento. E' nata così 'Il mio amico', il brano che Mrs D'Alessio e le sue tette hanno presentato ieri al Festival.
'Dimmi che male c’è se ami un altro come te, l’amore non ha sesso il brivido è lo stesso, o forse un po’ di più'.  Ora, tolto che Gigi D'Alessio cosa ne sa, qualcuno di grazia mi spiega cosa vuol dire 'o forse un po' di più?'.
Continua Anna, e fa del suo amico l'uomo più invidiato dell'intero sistema solare: 'Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto e si lascia accarezzare come un gatto'. Non sono tanto per i grattini di Anna a scatenare le nostre invidie, quanto il fatto che il fortunato visagista divida il letto con Tatangelo e Gigi D'Alessio.
E sappiatelo, cari amici gay, che "chi vi guarda con disprezzo ha solo il cuore di pupazzo". La prossima volta che in discoteca qualcuno vi squadra dall'alto in basso perchè non siete riusciti ad abbinare l'ombretto fucsia alla Kelly di Hermes, voi rispondete fieri: 'Tu mi guardi con disprezzo, ma sei un cuore di pupazzo!'.  Poi correte da Anna, che sarà felice di consolarvi riempiendovi di teneri grattini.
Ma la vita di un'icona gay non è fatta solo di frivolezze. Lo sa bene Tatangelo, che nella canzone fa anche sfoggio delle sue doti di fine teologa affermando che noi e lei 'siamo figli dello stesso Dio'. Anche Gigi D'Alessio. O forse lui un po' di più. 
Per dimostrare il nostro ad affetto ad Anna, e suggellare la nostra neonata alleanza, vorremo farle una critica costruttiva. Nel testo di 'Il mio amico' ha distrattamente tralasciato un paio di luoghi comuni. Vorremmo ricordarglieli:
- I gay si vestono tutti bene
- I gay non sanno guidare
- I gay sanno divertirsi
- I più boni sono tutti gay
- Amanda Lear era un maschio
- I gay sono creativi
- Ai gay piace Madonna
- Chi fa la femmina e chi fa il maschio?
- Armani e Ramazzotti hanno avuto una storia
- Del Piero e Armani hanno avuto una storia
- Ramazzotti e Del Piero hanno avuto una storia
- I gay hanno una vita sessuale promiscua

Per chiudere, vi lasciamo con il testo di 'Il mio amico'. Raccomandiamo vivamente di impararlo a memoria: il prossimo gay pride è alle porte.
Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando da mattina
Con il viso stanco e ancora di po’
Di trucco lascia
I sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me
Ma poi si chiude dentro di sé
Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te…

Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più

Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che
siamo figli dello stesso Dio
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…