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日志


2008/5/28

Alemanno

Dura condanna del sindaco di Roma, Alemanno,  alle aggressioni fasciste: «Noi le facevamo molto meglio».

2008/5/26

Solidarietà a Crhistian Floris

 
2008/5/25

AGGRESSIONE FASCISTA A CHRISTIAN FLORIS

Questa notte intorno alle 2, il conduttore Christian Floris, che aveva appena terminato la trasmissione in diretta del venerdì sera   , è stato aggredito sotto casa da due giovani sconosciuti che dopo avergli sbattuto con forza la testa contro un muro gli hanno intimato di smetterla con trasmissioni che parlano di tematiche legate all'omosessualità.

Christian è stato portato nella notte al pronto soccorso dove è stato giudicato guaribile in 7 giorni. Nella giornata di oggi Christian è stato assistito da Imma Battaglia e da Marco Belfiore di Digay Project ed e stata esposta una denuncia dettegliata dei fatti alla polizia che ha subito garantito di cominciare le indagini per isolare coloro che hanno compiuto questo ignobile atto. Era stato anche deciso di fare silenzio, per il momento, sull'accaduto per facilitare le operazioni delle indagini ma la notizia e sfuggita sulle agenzie nel tardo pomeriggio.

 

" Siamo inorriditi e indignati per la sequenza di violenza omofoba, transfobica e xenofoba che si sta producendo a Roma e non solo. Dopo l’aggressione a una trans qualche giorno fa, la notte scorsa Christian Floris, conduttore di radio Deegay.it., è stato picchiato e gli è stato intimato di non continuare ad occuparsi di tematiche omosessuali. Ma l’ondata di identica follia si è abbattuta anche nel quartiere del Pigneto con un raid ai danni di un uomo del Bangladesh e la devastazione di un bar. Stessa matrice culturale, stessa intolleranza, stessa inciviltà. Ma anche stessi simboli e modalità nazi-fascista, cioè identico humus mentale e sociale, che ha prodotto anche l’omicidio di Verona e l’assalto ai campi Rom di Napoli. Del resto il primo assaggio di questo fumo denso e velenoso si era visto nemmeno un mese fa con l’irruzione al Circolo Mario Mieli.

Fatti diversi, stessa intolleranza. Ma quali tombe si sono sollevate tutte insieme a far uscire i fetori di un passato sepolto?

Dinanzi a tutto ciò c’è bisogno di fermezza, tranquillità e coraggio da parte dei cittadini, siano di maggioranze o di minoranze sociali; ma soprattutto servono da parte della politica messaggi limpidi e interventi che isolino queste azioni, invertendo il senso di paura, di chiusura e di esclusione che anche talune scelte o dichiarazioni stanno alimentando.

A Christian mandiamo un abbraccio collettivo. A tutti gli amici di Deegay.it diciamo di non temere nulla, se non la paura che questi atti voglio creare. Continuate il vostro ottimo lavoro. Del resto siete la web radio ufficiale dei prossimi Pride di Roma e Bologna: l’orgoglio e la fierezza che avete scelto di diffondere, è la vostra stessa. Del resto chi ha colpito Christian ha chiaramente voluto mandare un messaggio: la visibilità gay disturba e va annullata anche fisicamente. I Pride sono sacri e necessari proprio per diffondere pacifica e fiera visibilità, senza compromessi. Il 7 e il 28 giugno aspettano Christian, la nostra amica trans e il nostro fratello del Bangladesh. E tutti gli altri. "

Rossana Praitano

Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Piantagioni di bulli

Per fortuna entra in campo l’immancabile macchinone della psicologia a darci una mano a tipizzare il bullo e la sua vittima. Così scopriamo, per esempio, che Franti di De Amicis era certo un bullo. Al bullo, da sempre, vengono appiccicate attenuanti o aggravanti che ogni società, in base a convenienze e incultura, sceglie e declina. Un po’ superbone, un po’ aggressivo, un po’ arrogante, un po’ amorale, un po’ razzista, un po’ violento, un po’ bisognoso di consenso, un po’ dedito al proselitismo, un po’ di quasi tutto e molto di quasi niente.
Il bullo è soltanto un coglione e, in questo, assomiglia a tantissimi adulti che, solo per dati anagrafici, non possono «fregiarsi» di questo epiteto. I bulli sono gli alunni più preparati della scuola del nulla. Sono quelli più capaci di farsi pubblicità, quelli che disdegnano le regole non per anarchia, ma per sfida. Se non avessimo paura delle parole, ogni mafiosetto, guappo, ras, furbetto di quartiere, dittatorello, cialtrone, mangiapane a tradimento potrebbe essere accusato di bullismo e per questo punito. Il problema è che a qualcuno viene concesso troppo spazio per coltivare la propria menomazione fino dal tempo della scuola media o, addirittura, elementare.
Fino a quando non arriva allo stupro, alle lesioni gravi, alla reiterazione continuata, non gli si fa caso se non su quella cloaca massima che si chiama YouTube. Allora il bullo persevera nel suo rincoglionimento progressivo e non vi è alla sua vista alcunché per cui valga la pena di cambiare attitudine, anzi. Si guarda in giro e trova conferme al suo nel comportamento dei «grandi».
Il macchinone psicologico darà a tutti una soluzione, che bella festa, e il macchinone della giustizia prenderà provvedimenti adatti. Come prima ordinanza due bei calci nel culo non sarebbero male. O almeno due sberle di quelle energiche. Squillanti, mi verrebbe da dire, di quelle che fanno ciaff. E ti lasciano il segno della mano per una trentina i secondi. Inorridisco al pensiero di quello che avrebbe potuto fare il mio professore di latino e greco. Se soltanto un alunno non scattava in piedi appena vedeva muoversi la maniglia della porta, apriti cielo! Partiva una lavata di capo di quelle epiche, che finivano regolarmente con lui che urlava come un pazzo. Adesso che ci penso, forse, pazzo lo era veramente. Figurati se avesse visto un ragazzo, che so, tirare fuori un pacchetto di sigarette. Si sarebbe fatto prendere dalle convulsioni che l’avrebbero portato certamente al pronto soccorso. Times have changed.

2008/5/22

Un brutt'applauso

Dei tre minuti di silenzio osservati dai cinesi per le vittime del terremoto colpiva soprattutto una cosa: il silenzio. Nelle immagini televisive nulla sembrava poter distogliere dal loro rigore quei corpi immobili e quelle labbra serrate. Un miliardo e trecentomila persone capaci di tenere la bocca chiusa e le mani ferme per tre minuti (il totale fa 7415 anni di silenzio: praticamente un’era glaciale). Il confronto con i funerali della ragazza di Niscemi assassinata dai coetanei non avrebbe potuto essere più deprimente. Applausi scroscianti alla bara, persino durante l’esecuzione del «Silenzio» da parte di un trombettiere.
L’applauso in chiesa o durante le commemorazioni negli stadi è un segnale drammatico di decadenza, tanto più perché pochi sembrano darvi peso. E’ figlio della maleducazione televisiva ed esprime l’ansia di riempire un vuoto. Nelle civiltà in declino ha perso il significato originario di approvazione ed è diventato il modo di comunicare agli altri la propria esistenza. Si applaudono i morti per sentirsi vivi, senza esserlo davvero: solo dei morti viventi, infatti, possono avere tanta paura del silenzio, che li costringe a sintonizzarsi con la parte più profonda di se stessi. Ma il ribaltamento degli impulsi naturali ha trasformato il silenzio in un segnale di freddezza e l’applauso in una forma di partecipazione. I cinesi cominceranno a perdere colpi il giorno in cui scopriranno che muovere le mani e la bocca è un ottimo sistema per mettere a tacere il cuore.

2008/5/21

I miei libri 2008-2

 

AA.VV., Manutenzione della carne

 

Veneziani è un nome noto della cultura: poeta e saggista, nel suo lavoro ha sempre dimostrato una attenzione particolare per l'erotismo. Non si potrebbe immaginare una persona più adatta di lui a curare una antologia di racconti hard . Lo dimostra l'alto livello di "La manutenzione della carne", che contiene ventiquattro lavori dedicati al sesso tra uomini di altrettanti autori, "uomini e donne, gay ed etero, transgender e bisex", come sottolinea il curatore nell'introduzione. Il libro si apre con due ritratti "storici": il primo, firmato da Renzo Paris, ripercorre il rapporto tra il poeta Max Jacob e il pittore Pablo Piccasso, tra i quali si intromette un Guillaume Apollinaire descritto come un inetto approfittatore. Nel secondo, Robertomaria Siena scruta nell'intensa passione che lega l'imperatore Adriano al suo bell'Antinoo descrivendo i momenti di intimità e la dolorosa scomparsa del giovane. Ma ci sono anche altri racconti incentrati su fatti storici, come la "Strana testimonianza sul caso Ermanno L. raccolta circa quarant'anni dopo" di Riccardo Reim o il divertente "Anda e rianda - Alcune storie di Mimì e Cocò" di Dario Morgante in cui le scopate tra i due protagonisti sono disturbate dalle "voci" della radio che ripercorrono, nella mente di Cocò, alcuni degli avvenimenti più significativi della storia recente. Altri narratori si concentrano su momenti particolari della relazione sessuale: Agostino Raff riesce a fare della masturbazione di un atleta trentenne un momento di alta poesia, Anna Segre racconta attraverso una sessione di fistfucking la lacerazione di un rapporto erotico-amoroso, e Salvo Tavella è bravissimo nel descrivere il pompino fatto a un giovane romeno nel parcheggio di un supermercato. Riferire di tutti i racconti sarebbe impossibile ma è bene citare la presenza di alcuni autori che i lettori conoscono già grazie ai loro precedenti lavori: Daniele Bortoletti, già noto per il complesso romanzo "Porto delle scimmie" (Halley editore) si diverte a rendere ostico anche il suo raccontino "Ultima spiaggia", Roger Nicotera (in "Carne in prestito"", Fabio Croce editore) è invece straordinario nel descrivere l'attrazione di un sedicenne arabo per il suo prestante fratello maggiore, il giovanissimo Alcide Pierantozzi ("Unoindiviso", Hacca) riesce a sorprendere ancora con i suoi deliri orgiastici e cannibaleschi. E poi Luca Selvaggi ("Voyeur" e "Malamore", Fabio Croce), Simone Bisantino ("Amore e altri veleni"; Fabio Croce) e l'Hornie Lee Joe di "M'inculerei anche Babbo Natale". Dieci a lode ad Antonio Veneziani per aver raccolto una così ampia gamma di lavori eccitanti e interessanti.

2008/5/20

L'essere

Essere o non essere - questa è la domanda.

Se è più nobile per la mente sopportare le sassate e le frecce dell'oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di guai e, combattendo, finirli.

( W.S.)

2008/5/17

Noi

 

 

è bello pian piano ritrovare confidenza e naturalezza con te ... siamo stati bravi e coraggiosi, tutti e due, a superare un brutto ( per entrambi) momento di lontananza. e lo abbiamo superato per bene ormai.
dobbiamo andarne fieri.
se a volte ti sembro ancora un po' distaccato è perchè , ma è solo un problema mio ( tu nn c'entri niente) , ora oltre alla naturalezza e confidenza devo ritrovare intimità. La volontà non ci manca, lo so. Siamo sulla ottima strada...soprattutto grazie a te e te ne devo dare atto.
a presto
fra
2008/5/15

Fantasmi

Ore assurde di tensione e preoccupazione, la salute dei miei parenti in primo piano. In giornata per fortuna le cose sono tornate sotto controllo ( medico e non solo) ...

 

stasera poi rimpatriata col solito Tommy e Francesco ...energie spese bene. tensione che si snoda nella dolcezza di una delle nostre serate memorabili...siamo stati bene a parte la solita apparizione nei nostri discorsi del solito fantasma Fabiano( uff).

domattina sergio verrà operato al cuore, sono già in ansia per lui....ti sto già pensando fortissimo amico mio...

'notte

Riletto in due giorni....i miei libri 1

Luca Bianchini, Istant Love, Mondadori

A Daniele non manca nulla. Ha carattere, successo, amici e, soprattutto, l'amore di Viola, lieve e solitaria, ricca ereditiera che adora la cucina e le scarpe coi tacchi. Questa vita perfetta viene sconvolta dall'arrivo di Rocco, un ragazzo quasi qualunque, che i due incontrano in treno. Senza esserne pienamente cosciente. Rocco si intromette nel rapporto collaudatissimo di Daniele e Viola, e lo mette in discussione. Non ne nascerà un triangolo, come molto giornali frettolosamente scrissero al momento dell'uscita di questo romanzo, ma una acrobazia d'amore.

Una soluzione estrema e per certi versi paradossale, in cui i confini sono sfumati, le identità confuse, l'orientamento perduto.

L'unico modo di andare avanti è sperimentare, sperando di arrivare prima o poi a una migliore, anche se faticosa, presa di coscienza della realtà. Imparare a volare senza rete, insomma, e senza ali...

Istant love è una storia d'amore raccontata con leggerezza, che sorprende per la magia con cui si forma, i profumi che lascia, quel senso di precarietà di cui non possiamo fare a meno, a qualunque età...

E il finale? assolutamente non prevedibile....

 

a distanza di tre anni...il voto rimane sempre 8,50

2008/5/14

Da cinquant'anni...

Lungi da me l’intento di smorzare il piglio rivoluzionario che accompagna le dichiarazioni dei ministri esordienti e le fa assomigliare a quelle che i calciatori pronunciano a inizio campionato. Mi ha quasi commosso il vulcanico Brunetta, che intende risolvere a suon di licenziamenti la piaga dei fannulloni nell’impiego pubblico, contro cui si scornò vanamente persino Mussolini (la strenua lotta degli statali romani in difesa della pausa-cappuccino viene annoverata dagli storici fra i pochi atti di resistenza al regime). E’ quindi a puro titolo di promemoria che mi permetto di segnalare la sintesi di un discorso tenuto dal ministro senza portafoglio per la riforma della pubblica amministrazione: «Impegno prioritario della nostra azione sarà la lotta ai fannulloni che si annidano fra le pieghe dello Stato, minandone le fondamenta con il loro pessimo esempio. Punire i fannulloni e premiare i meritevoli: ecco un comportamento davvero virtuoso. Insieme alla questione meridionale, che si trascina ormai da tempo immemorabile, l'efficienza della macchina dello Stato è il punto qualificante di qualsiasi attività di governo che intenda contenere la spesa pubblica e ridurre le tasse senza peggiorare la qualità dei servizi: della sanità e della scuola in particolare».
Difficile dirlo meglio. Quanto al farlo, il ministro in questione faceva parte del governo Fanfani e il suo discorso risale alla primavera 1958. O 2058?

2008/5/9

Opposizione

Il Partito democratico ha subito annunciato una durissima opposizione in Parlamento e nel Paese, la sinistra radicale è già scesa in piazza in tutta Italia e i sindacati hanno immediatamente indetto lo sciopero generale. O no?

2008/5/1

I fucili di Nava-Bossone

Se qualcuno di voi deambulasse per il Lombardo Veneto alla ricerca dei trecentomila martiri (in fila per sei col resto di due) che Bossi ha minacciato di far scendere dalle montagne «coi fucili caldi» a difesa del Fe-de-ra-li-smooooo, gli suggerirei di rientrare immediatamente alla base. Il capo della Lega è manesco soltanto a parole. E sono parole, per fortuna, che in vent’anni di maltrattamento continuo del vocabolario non hanno mai prodotto neppure un fatto. Non dico un pugno, ma neanche una spinta. La platea naturale di Bossi sono i bar di provincia immortalati dai libri di Stefano Benni. Quelli dove il bullo del paese passa le ore a titillare il vassoio delle patatine, raccontando agli astanti sempre le stesse storielle, ogni volta dilatando i numeri e gli aggettivi.
L’Umberto in versione Osama Boss Laden non è mica l’algido Alemanno, che misura anche i respiri, e quando dice una cosa esiste il sospetto fondato che la farà. E’ un burbanzoso Varesotto con la testa finissima ma l’eloquio roboante: così scostato dalla realtà da risultare innocuo. Indignarsi a ogni piè sospinto per i suoi modi inurbani, lanciando allarmi democratici contro l’equivalente di un rutto, non presenta alcuna utilità. Più interessante sarebbe accorgersi che i suoi elettori parlano come lui e quindi lo capiscono molto meglio della sinistra e dei giornalisti, non necessariamente di sinistra, che in questi vent’anni della Lega non abbiamo mai capito un… volevo dire: niente.