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2009/8/25 E' tutto il giorno che ricevo sms, email, telefonate commosse, grate, commoventi : non ho parole, credetemi non ho parole per ringraziare io per tanta stima e tanto affetto. ebbè, è una decisione che ho rimuginato per anni. L'ho meditata e mi sono messo alla prova. Un trasferimento sarebbe stata una scelta irrevocabile e irreversibile. Una assegnazione provvisoria di un anno mi è sembrata la scelta migliore: provare per poi decidere. Chi mi conosce bene, chi mi frequenta sa dei dubbi, delle perplessità, delle incertezze , di alcuni episodi della vita privata e non che mi hanno portato a questa decisione. Si è chiusa una fase della mia vita, lunga e importantissima. In questo momento l'emozione, l'entusiasmo, il pensiero alle tante cose da sistemare prima della partenza bloccano il normale flusso delle parole - a vrò sicuramente modo e tempo di scriverle con calma, di riflettere, di ricordare. Non si rompe nulla, nulla termina, semplicemente cambia e i cambiamenti non mi spaventano : i rapporti validi si consolideranno , quelli che valevano poco svaniranno nel nulla. Resterà, comunque, la stima e - per moltissimi di voi- l'affetto costruito in questi anni. Ci sono delle persone in particolare che devo ringraziare e lo farò in privato. Io terrò la casa a rimini, ci verrò spesso. Ovviamente se vi trovate a passare per la mia amatissima e bellissima puglia fermatevi a salutarmi, sarete sempre ben accolti come è nello spirito e nella indole mia e della gente delle mie parti. Nessun luogo è mai veramente lontano. Avrei voluto organizzare qualcosa per salutarvi tutti, magari ritrovarsi tutti insieme a bere qualcosa, ma non c'è più tempo, ho appreso del trasferimento oggi e dopodomani vado via. E moltissimi di voi li ho visti sicuramente in una delle tantissime cene a cui ho partecipato tra maggio e luglio.Mi tengo queste due serate per sana vita mondana, voglio partire allegro. Venite ogni tanto nella pagina del gruppo, vi terrò aggiornati .frequentate il mio blog . Sentiamoci. Non perdiamoci. Siamo delle belle persone, porto via questo bellissimo ricordo di voi: delle belle persone. E, al solito, ci sarò come ho cercato sempre di esserci se avrete bisogno di me. Mi mancherete. Vi voglio bene, semplicemente. E questo è solo un ciao,un arrivederci. grazie ancora di tutto 2009/8/23
L’opportunità di appoggiare i pensieri al fresco di una moratoria ventosa che consentisse un po’ di frescura al cervello, questa neverending summer non ce l’ha voluta accordare. Per questo, l’estate, le sue vacanze, i suoi rari sgocciolii, come gutta a incavare marmo, ci picchiano nella testa assordandoci di dubbi. Dove dobbiamo rientrare, chi ci accoglierà con un bentornato, chi rivedremo e chi sarà lontano senza traccia? Non c’è nessuna fretta per le risposte. Semmai un po’ di paura. Non abbiamo voglia di panorami tipo day after. Poltrone vuote, saracinesche sigillate, delusioni dense, testi scolastici con la ruggine impilati e irraggiungibili, cromature opacate, rincaro del pane e delle Rolls Royce, felicità annebbiate, sogni invecchiati e futuro con la muffa. Meglio prolungare il rifugio indolente e rovente delle ferie. No, non c’è bisogno né di esotico né di agro-turistico e neppure di idroscalico. È sufficiente tener conto di ferie mentali. Piuttosto che rischiare la reale sconsolatezza è meglio fingere amnesie e confusioni. Agosto finirà verso Natale. Si può cominciare ad acquistare qualche addobbo e qualche dono a buon mercato, dato lo sbilenco fuori stagione. Ese qualche irrispettoso chiacchierone vi informasse del proseguire inesorabile del calendario annunciandovi le partite clou del campionato e i palinsesti di tutte le formidabili, analogiche, digitali, rettali, prostatiche, vannamarchiane televisioni, portate pazienza. Si può confidare in alcune speranze: che il cervello rimanga conficcato in deliziose sabbiature o che, almeno, la velocità del controesodo sia perfettamente lenta anche senza motivi di traffico. Un Tropea-Amburgo in quattro o cinque mesi, un Lignano-Bologna in tre, un Fregene-Roma in due. Naturalmente casello-casello. Sembra che il 2009 non abbia esaurito tutti i problemini. Per il 2010, però, qualcuno ha la giuliva mansione di cercare di convincerci che ci sarà il boom, soprattutto per l’Italia. Non ci sarà più il G8, bensì il G1. Non vi sto a dire il perché. A noi basta aspettare la fine di questo maledetto caldo africano, qualche «Porta a porta», e zac, ci siamo! Al brindisi di Capodanno e non ci sarà neppure bisogno di augurî. Ma com’è allora che a me pare di stare su un aereo che ha raggiunto la velocità di stallo? E com’è che mi pare di non sentire alcuno scricchiolio del carrello che annunci il vagheggiato atterraggio? 2009/8/22 Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. T'amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T'amo senza sapere come, né quando, né da dove, t'amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
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