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2008/9/30 Dall'Oroscopo di domani" ... In ambito affettivo, stai per effettuare una scelta fra due pretendenti."
Nota Bene: mi sono perso qualcosa? ma perchè continuo a non accorgermi della mia vita? e chi sarebbero'?? ahahahahahah 2008/9/27 pEr un'Ora d'aMoRenon ho ancora le energie per scrivere e raccontare di pensieri ulteriori , di passi in avanti ( che eppur ci sono), di sensazioni sempre ultime e sempre verificate, estremamente sensibilizzato in questo periodo, " sento" le cose amplificate - nel bene e nel male- e ahimè alcune sono una canzone già cantata . " ...e quindi" dicevamo al telefono con alessandro l'altra sera , potrebbe essere il motto dei prossimi mesi. mi piace, ci voglio riflettere, voglio dare corso a queste parole e soprattutto ai puntini di sospensione prima. per il dopo non so se pensare a dei puntini di sospensione, un punto di domanda, un punto esclamativo o ai due punti: crogiolato da questo dubbio mi lascio andare allo spleen di questo sabato. ma una canzone, già suonata, già cantata mille volte da tutti da qualche ora dà il ritmo a questa giornata, ma in questa versione , nella versione samuel-antonella...era il primo maggio '98 ed io ero in quella piazza, faceva freddo e pioveva , io e samuel avevamo qualche capello in più ... buon fine settimana agli amici. scusatemi se sono in fase molto poco virtuale, ma sarà sempre peggio e lo avete notato ...al bisogno telefonatemi. nano-nano
2008/9/23 Battito analenessuno dica che è un genio , per me è solo un cretino! le altre canzoni sono ancora peggiori di questa!! però che risate ieri sera quando con un amico lo abbiamo scoperto ahahahahahah
che versi, pura poesia!! e il balletto? ahahahaha
2008/9/14 Per un compleannoti auguro di sconfiggere la paura , ...la paura uccide la speranza, la paura permette al tempo di passare senza vita , la paura impedisce di prendere atto di quanto gli altri possano essere importanti per noi e lasciarci andare alla speranza di un amore, la paura rende gli anni che passano una serie interminabile di nodi sulla corda della gioia,difficili poi da sciogliere, la paure increspa il cuore di rughe insanabili la paura rende eternamente fanciulli , il che può far comodo a chi ci vuole immaturi per poter scegliere continuamente per noi la paura uccide la gioia, uccide la speranza, uccide l'amore 2008/9/11 La scuola dell'amenoPer lo meno ameno. Evidentemente, per qualcuno, fare significa disfare. E capita sempre, puntualmente, che ci vada di mezzo la scuola. 2008/9/8 Quelle leggi razziali "italiane"ELENA LOEWENTHAL
Le vie delle parole sono, talvolta, imperscrutabili. Nel linguaggio della politica, che si fa alla giornata su improvvisazione dettata dalle circostanze e ciononostante lascia il segno, l’aggettivo irrituale ha ormai un che di scostante. Designa qualcosa di quasi inammissibile, secondo le regole del gioco. Le parole pronunciate qualche giorno fa dal presidente Napolitano dando il via al Quirinale alle celebrazioni per il Giorno della memoria, riportano invece alla valenza positiva di questo termine. Nel contesto di una ricorrenza che è ormai il (troppo) capiente contenitore di cerimonie monotone e parole che a forza di ripeterle suonano a vuoto, il suo breve discorso è stato decisamente irrituale. Ma nel senso migliore e soprattutto più profondo che l’aggettivo porta con sé: quello di uscire dagli schemi del rito per entrare nel contesto del significato, rammentando all’Italia le sue leggi razziali. La memoria non è di per sé terapeutica. Come diceva Primo Levi, il fatto che sia accaduto non azzera, anzi moltiplica le probabilità che accada di nuovo. La memoria non è uno scudo inossidabile, di fronte al male. È una necessità, forse un tributo a chi non c’è più. Ma di per sé non serve affatto, se non a risvegliare sentimenti inesprimibili. La percezione della storia attraverso la memoria è invece istruttiva: guardare al passato per capire che cosa e come siamo. Da dove veniamo, insomma. E il presidente Napolitano ci ha ricordato che l’Italia di oggi viene anche dall’infamia delle leggi razziali.
2008/9/6 Le evoluzionitutto passa, tutto scorre.panta rei. eppure mi ritrovo spiazzato a fare i conti col tempo che passa, con l'immagine di me cambiata allo specchio. mi son guardato dentro gli occhi a lungo e mi son ritrovato proprio nel momento in cui credevo di essermi perso nella logorante ossessione di esserci, di essere presente nella vita degli altri: non più. ho chiuso l'estate con la consapevolezza dolcissima e terribile di voler fermarmi a godere il frutto di questo raccolto di cui da tempo parlo. il Fra si è ritirato a vita privata. con chi c'è, c'era, vorrà esserci. ma è finito il tempo della esposizione pubblica dei tesori di famiglia, la porta si è chiusa, all'ingresso la selezione è dura e a pagamento. son disposto a permettermi finalmente di sentire gli altri - pochi altri- come finestre spalancate dentro di me - finalmente senza paure, senza remore, fino in fondo - ma solo a chi ha riservato a me una finestra da spalancare dentro il suo cuore. il Fra si ritira a vita privata. un passo avanti verso quella evoluzione che per anni mi ha fatto fuggire e correre da dove verso dove non sapevo, ed eccomi arrivato a questa prima mèta. la prossima non so quale sarà, in cuor mio ho tanti desideri ancora da realizzare, mète da voler raggiungere. non basta lasciarsi andare al caso, al destino. il dolore, le scelte, il sudore, la fatica vanno finalizzati.questo ho imparato. ho reimparato la dolcezza dei gesti, l'importanza delle parole, la franchezza a tutti i costi, lo smarrimento di perdermi negli occhi e nei cuori e nei corpi delle persone che amo, l'importanza delle carezze. al me di domani lascio la lucida consapevolezza di questa mattina, a quando affaticato dal raggiungimento della prossima mèta avrò bisogno di ripartire da questo giorno. 2008/9/2 Il treno per Darjeeling
SCHEDA: Un film sceneggiato e diretto da Wes Anderson con Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston, Bill Murray. Anno di produzione: 2007. Genere: Commedia. Voto: 7 Alzi la mano chi, dopo aver visto questo film, non ha pensato: “Voglio andare in India!”. Non si tratta, però, di un ottimo spot pubblicitario per l’Oriente, quanto di una divertente commedia surreale, con egregi protagonisti e alcuni cameo d’autore. Tre fratelli che non si parlano da un anno intraprendono, su spinta del maggiore (Owen Wilson, il Ken Hutchinson di Starsky & Hutch), un viaggio in treno per ritrovare il legame che si è rotto dopo la morte del padre. Un efficiente segretario organizza nel dettaglio il tragitto su un treno speciale, appunto il Darjeeling Limited, (Darjeeling è una città dell'indiana nello stato del Bengala Occidentale, ma è anche un tè), dove i tre tentano di ricucire i loro rapporti. Francis (Wilson) ha appena avuto un brutto incidente che lo ha deturpato in viso (è sempre bendato), Peter (Adrien Brody,il fratello di mezzo) è “temporaneamente” scappato di casa lasciando la moglie in dolce attesa e Jack (Jason Schwartzman, il fratello minore) tenta di scrivere racconti “immaginari”, che copiano invece la realtà condivisa con la famiglia. Tre fratelli che, conoscendosi a perfezione, si punzecchiano in continuazione e tentano di prevaricarsi l’un l’altro, a bordo di un treno un po’ insolito, metafora del viaggio della vita. La famiglia è al centro, nuovamente, dell’opera di Anderson, dopo il divertente “I Tenenbaum” del 2001. Anche lì tre fratelli e la presenza “invadente” del padre. Qui si aggiunge la figura materna, la splendida Anjelica Huston, che si scopre suora e che di conseguenza (vuole) perde(re) il legame con i figli. Molti i momenti toccanti, addirittura tragici, ma con un’apertura all’ottimismo finale, immersi nella bellissima fotografia di Robert Yeoman. Alla fine, stesso treno, stessi protagonisti con il sorriso sulle labbra, e questa volta le valigie (firmatissime: “Luois Vuitton”), i pesi, il carico morale ed emotivo si abbandonano alle spalle. Si riparte. |
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