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Naturalmente

cronache di una ricerca e dell'essenziale: nessun effetto speciale.
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uno nessunowrote:
Bello vedere che c'è ancora qualcuno che scrive cose intelligenti!!Un salutone ciauu
Sept. 9
Ciao! Come vedi,ho mantenuto la promessa e sono passato a trovarti... Dopo tutto sei un romagnolo doc come me e quindi non posso tradire un mio conterraneo,ti pare? Complimenti,è davvero un bel blog:bravo bravo! Ciò che soprattutto mi ha colpito e positivamente è il tuo 'nickname',questo 'Naturalmente',che grammaticalmente parlando è un avverbio di modo. E immagino che esso rispecchi appieno la tua filosofia di vita e,infatti,esso può essere interpretato nel senso di "vivere in modo naturale,spontaneo",secondo natura" senza tanti fronzoli e orpelli e inutili sovrastrutture. In fondo - da quello che ho potuto cogliere leggendo il tuo blog - quell'avverbio rispecchia in toto il tuo modo di vivere e concepire la vita. Naturalmente è il tuo senso della vita e la scelta - presumo - di tale nomignolo non è stata fatta a caso,giusto? Di nuovo,complimenti! Saluti! VANNI  Isola con palma
Sept. 6
simonawrote:
il tuo blog è molto interessante...un abbraccio!
July 3
hOla!
Mi sono piaciute parecchie cose da te scritte e ho preso spunto di una tua frase!
Thanks!
 
hOla!
Feb. 16
ciao, letto con attenzione e ringrazio semplicemente
il filo
Jan. 3
Ciao, ti ringrazio per essere passato, e volevo solo dire che, tra tanta superficialità le persone che riescono a scrivere come te, ormai sono rare. Auguri e Buon Anno
Dec. 31
ehi.....io non uso molto lo space di msn,ma sono passata e mi sono
incuriosita. In realtà  ho visto che hai lasciato il commento a un mio amico! :P
Prima di continuare a leggere ho letto il tuo profilo..... :)
Scrivi molto bene.
Baci.
Sept. 29
DENIS SARTIwrote:
Acuto e fine il tuo pensiero..catturi con distinta naturalezza chi, del tuo pensiero è in armonia.. Denis
Sept. 11
Fabio wrote:
Non male per un solitario, così tenacemente solo eppure circondato da una miriade di persone che lo amano e lo stimano. Good job Doc
Aug. 28
Marco wrote:
TI VOGLIO BENE FRA! UN MITO!!
 
p.s.: PER CHI NON LO CONOSCESSE è UNA PERSONA SEMPLICE, UMILE, GENEROSO, SEMPRE DISPONIBILE E SOPRATTUTTO...UN MASCHIO TUTTO D'UN PEZZO!!
UN SALUTO PIENO DI AFFETTO
RoSs 
Aug. 25
Grazie per esser passato da me....
Interessante il tuo blog, sono contento che ti sia piaciuta la song nel mio! 
Aug. 25
Ricambio il commento e ti dico che anche cio che ho letto sul tuo blog è alquanto interessante.. Persone open-minded ma con uno spiccato senso del rispetto ne sono rimaste abbastanza poche, e io in te ho carpito queste belle qualita.. un bacione 
Aug. 25
LoRE wrote:
 

..ciao Francè!...visto ke sn venuto anke io a lasciare qualcosa scritto???...anke se è quialcosa ke nn ha senso è =...almeno ho scritto qualcosa!!!...pensa quando il grana nn farà + effetto...ahahaha!!!!....e daje daje daje!!!!! 

Aug. 25
Ste wrote:
 

E' vero, è da parecchio che non ci vediamo, presi come siamo dalle nostre vite e dalle nostre carriere. carriera: ne vale una vita? chiediamocelo e poi discutiamone... grazie FrA per quello che sei, per quello che rappresenti e per come cerchi di farlo...so che per te non è un momento facilissimo, grandi scelte ti tormentano. Ma ti vogliamo bene. E' vero, o ti si ama o ti si odia, non poni la gente davanti a delle scelte facili tu: ed io ho scelto di amarti. Non perdiamoci per nessun motivo al mondo...nn potrei sopportarlo...a presto... 

Aug. 24
Quello che guida wrote:
 

anche io!! anche io a lasciare un perenne segno a ricordo delle belle notti e del bello che siamo!! bacio con slinguo  

Aug. 24
Antonia wrote:
Sono la prima! ho notato con piacere che hai rimesso mano al tuo blog. il mio saluto e la mia firma qua a dirti che non è facile convivere con la tua libertà, ma è bello vivere col tuo amore e al tuo amore non ci rinuncio.  
Aug. 23
11/2/2009

puntata 3 serie UK queer as folk...

 
10/27/2009

uno dei miei telefilm preferiti: Torchwood!

 
10/23/2009

La povertà

A Napoli un bambino è morto a sei anni di povertà. Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per terra, in una stamberga di venti metri quadri, i polmoni intasati dalle esalazioni di un piccolo braciere. Da quando l’Enel aveva staccato la corrente che alimentava la stufetta elettrica, quel fuoco improvvisato e velenoso era diventato l’unica fonte di riscaldamento di tutta la famiglia. Non c’era altro calore, non c’era più cibo. Ed Elvis se n’è andato così, addosso alla madre agonizzante, la testa appoggiata al ventre da cui era uscito sei anni prima per la sua breve e infelice partecipazione alle vicende del pianeta Terra. Mi sento totalmente inutile, come essere umano, perché mi tocca ancora raccontare storie del genere, nel mio evoluto Paese. Ci riempiamo la bocca, io per primo, di parole superflue. Ci appassioniamo ai problemi di minoranze potenti e arroganti. E accanto a noi, in un silenzio distratto, si consumano le disfatte degli umili e dei mansueti. Persone come la mamma di Elvis, che fino all’ultimo ha provato a raggranellare onestamente qualche soldo per la stufetta, andando in giro a fare le pulizie. Il Bene ieri ha perso di brutto. L’importante è rendersene conto, non distrarsi, non rassegnarsi, organizzare la riscossa. Anche per Elvis, che tornerà a trovarci ogni giorno, sulla faccia di tanti bambini uguali a lui.
10/14/2009

la faccia feroce dell’italia ( Miriam Mafai)

ECCO una buona notizia per coloro che, in un'Italia che si è fatta sempre più incattivita e feroce, si muovono ogni notte, come cani da caccia, alla ricerca di una vittima da insultare, picchiare, trascinare per terra, sputacchiare, calpestare. Una vittima colpevole di una sua presunta "diversità". Una buona notizia, insomma per quanti hanno imparato e hanno in serbo gli insulti più volgari da buttare in faccia a coloro che, uomini o donne, hanno abitudini e tendenze sessuali diverse da quanti si definiscono "normali".
Questi presunti "normali" si appostano nelle strade frequentate da gay o lesbiche, li aspettano all'uscita dei locali da loro abitualmente frequentati, li inseguono, li insultano, li picchiano, abbandonandoli poi sanguinanti per terra. In questi ultimi giorni è accaduto più di una volta, in molte nostre città. È successo ancora a Roma, nella notte tra lunedì e martedì, in pieno centro, dove due presunti "diversi" sono stati lasciati a terra, sanguinanti, da un gruppo di teppisti "normali".
Ecco dunque per questi presunti "normali" una buona notizia. Alla Camera ieri è stato affossata una legge contro l'omofobia che, prima firmataria Paola Concia del Pd, inseriva tra le aggravanti dei reati, "fatti commessi per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa". Era una buona legge. Flavia Perina, del Pdl, me ne aveva parlato recentemente, come di una legge che avrebbe dimostrato la possibilità di operare insieme, maggioranza e opposizione, per affrontare e risolvere problemi condivisi, superando il clima di feroce contrapposizione che caratterizza ormai da tempo la nostra vita politica.
La legge sembrava poter arrivare al traguardo. E invece no. Con un asse tra Udc e quasi tutto il centrodestra, è stata dichiarata l'incostituzionalità delle norme, seppellendo definitivamente il testo di legge. Se e mai un provvedimento contro l'omofobia rivedrà la luce, dovrà essere un disegno di legge nuovo e dovrà ricominciare l'iter dall'inizio. Tempi biblici, dunque.

Non tutta la maggioranza, tuttavia, si è prestata all'affossamento. Nove deputati, cosiddetti "finiani" hanno votato contro il rinvio della legge in Commissione Giustizia. Tra questi Flavia Perina, Italo Bocchino, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni. E altri deputati del Pdl si sono astenuti. Tra questi Giulia Buongiorno, presidente della Commissione Giustiziasi, Elio Vito e Gianfranco Rotondi. Anche l'opposizione, tuttavia, ha dovuto registrare la sua defezione. Ancora una volta l'on. Paola Binetti ha preso le distanze dal gruppo cui appartiene e votando con la maggioranza, ha provocato una dura reazione di Franceschini.
La fine di questa legge rappresenta, lo dicevamo all'inizio, una buona notizia, forse addirittura un incoraggiamento, per coloro che di notte vanno a caccia dei "diversi" in un paese che si va facendo sempre più incattivito, volgare e feroce. Forse la cultura della tolleranza, del rispetto degli altri, una cultura che qualcuno liquida sprezzantemente come "buonismo" è già perdente nel nostro paese. Ma sarà sempre più difficile vivere, convivere in un paese che faccia della "caccia al diverso" uno sport diffuso e vincente.

10/6/2009

risvegli

se fossi un pellerossa, sì un indiano d'america, sioux, navaho, cheyenne, cherokee, apache o quant'altro, oggi questo sarebbe stato il mio nome. Vi capita mai di alzarvi così?? Alzarvi anche se potreste rimanere a letto perché non avreste null'altro da fare? Quando potreste girarvi tranquillamente dall'altra parte e riprendere il sonno, ma vi sentite costretti alzarvi ugualmente perché anche stare sdraiati a letto vi da fastidio? Vi crea ansia e un senso di soffocamento? In giorni così non vi resta altro che alzarvi e naturalmente lo fate col piede sbagliato. Per qualche minuto vi aggirate nervosamente per la casa, prendete il giornale ma lo gettate subito sul divano dopo uno sguardo superficiale sulla prima pagina, già le immagini presenti vi creano fastidio. Preparate una colazione con quella vaga sensazione dentro che vi manchi qualche cosa, che avete qualche cosa di importante da fare ma che vi sia sfuggito completamente dalla memoria. Così mentre trangugiate velocemente una tazza di caffè latte o di the con quattro biscotti, rimuginate in modo sconclusionato su quale sia la vostra posizione nel mondo, nella vita, senza arrivare da nessuna parte e la vostra sensazione di inutilità aumenta. L'aria all'interno dell'appartamento si fa pesante, irrespirabile e la considerazione che avete di voi stessi sembra assottigliarsi sino a svanire involandosi da sotto lo spiraglio della porta. Uscire, occorre uscire. Una corsa in bagno per una veloce lavata di faccia, niente barba, chi se ne frega, l'amor proprio sta parcheggiato altrove. Ci si veste con quello che capita sotto mano, si raggiunge il garage, si sale in macchina e sempre rimuginando vagamente su qualcosa di non ben definito si giunge alla periferia del paese, dove alle pendici dei monti, si snoda addentrandosi nei boschi il percorso vita. Parcheggiate l'auto, calzate un paio di scarpe da trekking sempre disponibili all'interno del baule e vi incamminate. Quasi di corsa vi addentrate velocemente nel bosco, con passi affrettati e brevi, come se dentro voi esistesse la necessità impellente di raggiungere quel pensiero perso nei meandri della memoria ed in pari tempo la paura di potersi smarrire lungo quella strada. Il respiro, affannoso pesante, quasi a scatti, segue il ritmo dei passi. Poi senza una ragione apparente lo sguardo inizia un percorso nuovo e diverso, si addentra nel bosco e si distrae, scrutando fra tronchi di pini, castani e cespugli. Scorge all'interno di una radura un ultimo ciclamino autunnale, ci si sofferma. Lo sguardo si fa più attento ed ecco accade che alla base di un tronco fra ciuffi d'erba appaiano, improvvisi quasi per miracolo, dei piccoli bianchi funghi. Là più avanti, proprio ai lati del sentiero, dei verdi ricci colmi di castagne non ancora mature caduti prematuramente dai rami. Lo sguardo spazia all'interno di quel verde e di quelle onbre, un altro fiore, delle bacche, qualche mora, una lucertola che furtiva fogge al vostro arrivo fra un leggero frusciare di foglie ed una variopinta farfalla volteggia in modo ineguale attirando l''attenzione. Il passo cambia, rallenta di ritmo e si allunga di portata, seguito dal respiro che si fa lento, profondo e misurato. Sul volto si disegna una smorfia che a tutta l'aria un sorriso sognante, e quel pensiero fuggente, quello che era causa dell nostro fastidio, della nostra ansia. Quello che si rincorreva nervosamente quasi fosse una verità perduta ed ineluttabile, scompare , cessa di esistere, forse perché non è mai esistito. Ci si ritrova così a camminare dentro al bosco quasi chiedendosi come ci si sia giunti, quale sia stata la ragione che ci abbia spinto a farlo, senza trovare una risposta, felici comunque di averlo fatto.
9/18/2009

Il virus…

Devo confessarvi un disagio che mi auguro sia anche vostro: ho contratto il virus dell’influenza V. La malattia si manifesta con attacchi di nausea e scatti di insofferenza ogni volta che mi imbatto nei due bacilli V: violenza e volgarità. La lettura dei quotidiani, con quella sequela di insulti e allusioni senza ironia, abbatte già di primo mattino le difese immunitarie. E la situazione peggiora nel corso della giornata, quando vedo i corpi delle donne esibiti in tv senza rispetto, quando sento le persone urlare e aggredirsi a vicenda per il puro gusto di coccolare il loro ego confuso, quando mi rendo conto che i valori - ebbene sì - borghesi che mi furono inculcati da piccolo (fra i quali la tolleranza e un pizzico di ipocrisia) non hanno più corso in una società che esalta come sinceri i comportamenti esibiti, tracotanti e settari. Ad aggravare i sintomi del male c’è la sensazione che quello fuori posto sia io, incapace di schierarmi o di qua o di là, perché di qua c’è gente di cui mi vergogno e di là gente di cui non mi fido. Mi sembra che questa vergogna e questa sfiducia siano monopolio di una minoranza, accerchiata da due eserciti di fanatici assertivi che anziché i propri talenti esibiscono le miserie altrui, rinfacciandosele a vicenda.
Uno dei due eserciti è oggi più violento e volgare, ma questo non basta a trasformare la mia resistenza etica ed estetica nella condivisione di un progetto alternativo che appare troppo simile all’altro. Proverò a guarire con le uniche medicine che conosco: l’amore, la musica e la letteratura. Se qualcuno conoscesse un vaccino migliore, me lo faccia sapere.

Perchè???

Ogni tanto mi piacerebbe che la politica fosse come l’Inter: zeppa di stranieri. Meglio se tedeschi e scandinavi. Burocratici, slavati, seri. Che noia meravigliosa. E invece eccoli, i nostri ragazzi. Arrivano al Parlamento Europeo di Strasburgo e danno subito spettacolo. Dibattito sull’immigrazione: il capogruppo dei democratici alza la mano e denuncia il governo dell’Italia, cioè del suo Paese. Stupore fra gli eletti delle altre nazioni, ancora affezionati a concetti desueti come la dignità nazionale. Ma niente paura, l’esponente del Pdl chiede la parola e rimbecca il suo accusatore. I colleghi abbassano il volume della traduzione simultanea e si chiedono: questi italiani, le magagne di portineria non potrebbero risolverle a casa loro?
Certo, ma va detto che all’estero c’è molto più gusto. Infatti non è finita: si alza un certo Rivellini, punta il mite Barroso appena rieletto e attacca la serenata: «L’aggia vutato presidente ’e tutta all’Europa, pure do Sud, pecché ’o Sud sta miezzo ’o Mediterraneo». Barroso smanetta sull’auricolare e come lui qualche centinaio di deputati, ma la traduzione dal napoletano non è contemplata. Neanche l’accompagnamento al mandolino, che pure sarebbe stato molto più gradito. Tutti sorridono. Tutti scuotono la testa. Tutti ci considerano una banda di estrosi (eufemismo), degna di essere governata da chi, con loro sommo e reiterato stupore, ci governa. Eppure non è questa l’immagine che gli italiani danno di se stessi quando vanno all’estero da dipendenti o imprenditori. Perché solo in politica dobbiamo farci ridere dietro? Pecché? Pecché?

9/10/2009

un necrologio d’amore

Credo non ci sia maschio, anche se di successo e rosolato allo spiedo delle telecamere, che non sogni di essere ricordato dalla sua donna nell’ora della propria morte con queste parole: «Hai avuto una vita splendida e io sono così fortunata che l’ho condivisa con te. Grazie. Ti amo». È il testo con cui Daniela Zuccoli ha salutato il marito Mike Bongiorno dalla pagina dei necrologi del «Corriere». Un testo asciutto e perciò così commovente. Qualsiasi uomo che alla fine degli esami ottenga una pagella simile dalla persona che ha amato potrà ben dire di non aver vissuto invano. È come se dopo la grappa, i prosciutti e le pellicce, Mike (cui ci vollero tre matrimoni prima di trovare quello giusto) avesse deciso di congedarsi con un’ultima fenomenale televendita dedicata alle coppie. A quelle fisse, stabili e ancora innamorate, nonostante tutto. Che non inseguono più le emozioni ma i sentimenti, e quindi non fanno notizia, ma fanno la vita e la costruiscono insieme, un giorno dopo l’altro.
L’amore di coppia non va «per la maggiore», avrebbe detto lui. Non fa vendere giornali, se riguarda i vip, e non alimenta pettegolezzi, se riguarda i nostri amici. È un elemento statico in un mondo che il mercato vorrebbe in movimento perpetuo. Inoltre è un mestiere faticoso, impone rinunce e compromessi continui, e presenta il conto a milionari e poveracci, senza distinzioni. Non prevede ricompense né riconoscimenti ufficiali. Solo due righe di necrologio e la sensazione di essere un po’ più vicini degli altri al cielo.

9/4/2009

i sogni ritrovati

Il mio sogno strozzato di bimbo era di montare sul primo treno diretto a Chissadove. Lo sta realizzando in mia vece Toby Field. Toby è un moccioso inglese di quattro anni che ogni tanto scappa dalle sottane della madre, sgambetta fino a una stazioncina del Kent e monta sul primo treno diretto a Chissadove. Lo ha già fatto quindici volte e quindici volte lo hanno bloccato i ferrovieri, ai quali egli si rivolge con educazione per chiedere un biglietto e avere informazioni sul viaggio. Rimane sempre deluso. Essendo adulti, ne sanno molto meno di lui: oltre il finestrino vedono prati e fabbriche, mentre per Toby ci sono mari tempestosi e vascelli in fiamme. Alla stazione successiva lo fanno scendere e accomodare in sala d’attesa per dare il tempo all’ansimante mamma Kirstie di venire a riprenderselo. La povera donna ha paura del giorno in cui il figlio perderà l’innocenza e da poeta si trasformerà in ladro: appena incomincerà a nascondersi ai bigliettai, quello a Chissadove è capace di arrivarci sul serio e anche di perdercisi. Così da qualche tempo in tutte le stazioni del Kent, accanto alla foto della regina Elisabetta, campeggia quella di un moccioso di quattro anni: chiunque lo veda aggirarsi su un treno è pregato di fermarlo.
Ho il cuore spaccato. Mi immedesimo nell’ansia della madre, però immagino anche quanto sia bello essere Toby. Alla sua età l’importante non è ancora arrivare, ma mettersi in cammino. La meta del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire. E chi incomincia presto a cercare ciò che ama, finirà quasi sempre per amare ciò che trova.

8/25/2009

ciao rimini

E' tutto il giorno che ricevo sms, email, telefonate commosse, grate, commoventi : non ho parole, credetemi non ho parole per ringraziare io per tanta stima e tanto affetto.
ebbè, è una decisione che ho rimuginato per anni. L'ho meditata e mi sono messo alla prova. Un trasferimento sarebbe stata una scelta irrevocabile e irreversibile. Una assegnazione provvisoria di un anno mi è sembrata la scelta migliore: provare per poi decidere. Chi mi conosce bene, chi mi frequenta sa dei dubbi, delle perplessità, delle incertezze , di alcuni episodi della vita privata e non che mi hanno portato a questa decisione. Si è chiusa una fase della mia vita, lunga e importantissima. In questo momento l'emozione, l'entusiasmo, il pensiero alle tante cose da sistemare prima della partenza bloccano il normale flusso delle parole - a vrò sicuramente modo e tempo di scriverle con calma, di riflettere, di ricordare. Non si rompe nulla, nulla termina, semplicemente cambia e i cambiamenti non mi spaventano : i rapporti validi si consolideranno , quelli che valevano poco svaniranno nel nulla. Resterà, comunque, la stima e - per moltissimi di voi- l'affetto costruito in questi anni. Ci sono delle persone in particolare che devo ringraziare e lo farò in privato. Io terrò la casa a rimini, ci verrò spesso. Ovviamente se vi trovate a passare per la mia amatissima e bellissima puglia fermatevi a salutarmi, sarete sempre ben accolti come è nello spirito e nella indole mia e della gente delle mie parti. Nessun luogo è mai veramente lontano. Avrei voluto organizzare qualcosa per salutarvi tutti, magari ritrovarsi tutti insieme a bere qualcosa, ma non c'è più tempo, ho appreso del trasferimento oggi e dopodomani vado via. E moltissimi di voi li ho visti sicuramente in una delle tantissime cene a cui ho partecipato tra maggio e luglio.Mi tengo queste due serate per sana vita mondana, voglio partire allegro.
Venite ogni tanto nella pagina del gruppo, vi terrò aggiornati .frequentate il mio blog . Sentiamoci. Non perdiamoci. Siamo delle belle persone, porto via questo bellissimo ricordo di voi: delle belle persone.
E, al solito, ci sarò come ho cercato sempre di esserci se avrete bisogno di me.
Mi mancherete.
Vi voglio bene, semplicemente.
E questo è solo un ciao,un arrivederci.
grazie ancora di tutto

 

Francesco ...

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Naturalmente non definibile, naturalmente alla ricerca di persone che si vivono senza gabbie e senza schemi, con serietà, spontaneità, allegria. Naturalmente felice di quello che ho già realizzato per me, per la mia vita. Naturalmente alla ricerca di cuori e intelligenze da amare, occhi che mi possano stupire, menti che mi possano intrigare, corpi che mi facciano partire attraverso le solite, amate circumnavigazioni.Odio le persone volgari, chi vive solo di sesso, quelle tutto fumo e niente "arrosto"...chi getta il sasso e nasconde la mano, lontano da me chi cerca nave scuola.:-)odio le gabbie, quelle in cui sono io a rinchiudermi, quelle in cui gli altri tentano di farlo. Le odio da sempre. Sopporto male l'ignoranza, le persone limitate, la volgarità.Vivo male le persone che tendono ad attibuirmi ruoli, a proiettarmi bisogni e frustazioni. Prendermi così come sono...lasciarsi prendere così come si è...