Francesco's profileNaturalmenteBlogListsGuestbookMore ![]() | Help |
Naturalmentecronache di una ricerca e dell'essenziale: nessun effetto speciale. |
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uno nessunowrote:
Bello vedere che c'è ancora qualcuno che scrive cose intelligenti!!Un salutone ciauu
Sept. 9
Vanni Agnolettiwrote:
Ciao! Come vedi,ho mantenuto la promessa e sono passato a trovarti... Dopo tutto sei un romagnolo doc come me e quindi non posso tradire un mio conterraneo,ti pare? Complimenti,è davvero un bel blog:bravo bravo! Ciò che soprattutto mi ha colpito e positivamente è il tuo 'nickname',questo 'Naturalmente',che grammaticalmente parlando è un avverbio di modo. E immagino che esso rispecchi appieno la tua filosofia di vita e,infatti,esso può essere interpretato nel senso di "vivere in modo naturale,spontaneo",secondo natura" senza tanti fronzoli e orpelli e inutili sovrastrutture. In fondo - da quello che ho potuto cogliere leggendo il tuo blog - quell'avverbio rispecchia in toto il tuo modo di vivere e concepire la vita. Naturalmente è il tuo senso della vita e la scelta - presumo - di tale nomignolo non è stata fatta a caso,giusto? Di nuovo,complimenti! Saluti! VANNI
Sept. 6
simonawrote:
il tuo blog è molto interessante...un abbraccio!
July 3
Davide Sciasciawrote:
hOla!
Mi sono piaciute parecchie cose da te scritte e ho preso spunto di una tua frase!
Thanks!
hOla!
Feb. 16
Filo Filpearlwrote:
ciao, letto con attenzione e ringrazio semplicemente
il filo
Jan. 3
Marco Bartolowrote:
Ciao, ti ringrazio per essere passato, e volevo solo dire che, tra tanta superficialità le persone che riescono a scrivere come te, ormai sono rare. Auguri e Buon Anno
Dec. 31
@ LunaZelly @wrote:
ehi.....io non uso molto lo space di msn,ma sono passata e mi sono
incuriosita. In realtà ho visto che hai lasciato il commento a un mio amico! :P
Prima di continuare a leggere ho letto il tuo profilo..... :)
Scrivi molto bene.
Baci.
Sept. 29
DENIS SARTIwrote:
Acuto e fine il tuo pensiero..catturi con distinta naturalezza chi, del tuo pensiero è in armonia.. Denis
Sept. 11
Fabio
wrote:
Non male per un solitario, così tenacemente solo eppure circondato da una miriade di persone che lo amano e lo stimano. Good job Doc
Aug. 28
Marco
wrote:
TI VOGLIO BENE FRA! UN MITO!!
p.s.: PER CHI NON LO CONOSCESSE è UNA PERSONA SEMPLICE, UMILE, GENEROSO, SEMPRE DISPONIBILE E SOPRATTUTTO...UN MASCHIO TUTTO D'UN PEZZO!!
UN SALUTO PIENO DI AFFETTO
RoSs
Aug. 25
Eso the bastardwrote:
Grazie per esser passato da me....
Interessante il tuo blog, sono contento che ti sia piaciuta la song nel mio!
Aug. 25
Bisexual Knightwrote:
Ricambio il commento e ti dico che anche cio che ho letto sul tuo blog è alquanto interessante.. Persone open-minded ma con uno spiccato senso del rispetto ne sono rimaste abbastanza poche, e io in te ho carpito queste belle qualita.. un bacione
Aug. 25
LoRE
wrote:
..ciao Francè!...visto ke sn venuto anke io a lasciare qualcosa scritto???...anke se è quialcosa ke nn ha senso è =...almeno ho scritto qualcosa!!!...pensa quando il grana nn farà + effetto...ahahaha!!!!....e daje daje daje!!!!!
Aug. 25
Ste
wrote:
E' vero, è da parecchio che non ci vediamo, presi come siamo dalle nostre vite e dalle nostre carriere. carriera: ne vale una vita? chiediamocelo e poi discutiamone... grazie FrA per quello che sei, per quello che rappresenti e per come cerchi di farlo...so che per te non è un momento facilissimo, grandi scelte ti tormentano. Ma ti vogliamo bene. E' vero, o ti si ama o ti si odia, non poni la gente davanti a delle scelte facili tu: ed io ho scelto di amarti. Non perdiamoci per nessun motivo al mondo...nn potrei sopportarlo...a presto...
Aug. 24
Quello che guida
wrote:
anche io!! anche io a lasciare un perenne segno a ricordo delle belle notti e del bello che siamo!! bacio con slinguo
Aug. 24
Antonia
wrote:
Sono la prima! ho notato con piacere che hai rimesso mano al tuo blog. il mio saluto e la mia firma qua a dirti che non è facile convivere con la tua libertà, ma è bello vivere col tuo amore e al tuo amore non ci rinuncio.
Aug. 23
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10/23/2009 La povertàA Napoli un bambino è morto a sei anni di povertà. Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per terra, in una stamberga di venti metri quadri, i polmoni intasati dalle esalazioni di un piccolo braciere. Da quando l’Enel aveva staccato la corrente che alimentava la stufetta elettrica, quel fuoco improvvisato e velenoso era diventato l’unica fonte di riscaldamento di tutta la famiglia. Non c’era altro calore, non c’era più cibo. Ed Elvis se n’è andato così, addosso alla madre agonizzante, la testa appoggiata al ventre da cui era uscito sei anni prima per la sua breve e infelice partecipazione alle vicende del pianeta Terra. Mi sento totalmente inutile, come essere umano, perché mi tocca ancora raccontare storie del genere, nel mio evoluto Paese. Ci riempiamo la bocca, io per primo, di parole superflue. Ci appassioniamo ai problemi di minoranze potenti e arroganti. E accanto a noi, in un silenzio distratto, si consumano le disfatte degli umili e dei mansueti. Persone come la mamma di Elvis, che fino all’ultimo ha provato a raggranellare onestamente qualche soldo per la stufetta, andando in giro a fare le pulizie. Il Bene ieri ha perso di brutto. L’importante è rendersene conto, non distrarsi, non rassegnarsi, organizzare la riscossa. Anche per Elvis, che tornerà a trovarci ogni giorno, sulla faccia di tanti bambini uguali a lui. 10/14/2009 la faccia feroce dell’italia ( Miriam Mafai)ECCO una buona notizia per coloro che, in un'Italia che si è fatta sempre più incattivita e feroce, si muovono ogni notte, come cani da caccia, alla ricerca di una vittima da insultare, picchiare, trascinare per terra, sputacchiare, calpestare. Una vittima colpevole di una sua presunta "diversità". Una buona notizia, insomma per quanti hanno imparato e hanno in serbo gli insulti più volgari da buttare in faccia a coloro che, uomini o donne, hanno abitudini e tendenze sessuali diverse da quanti si definiscono "normali". Non tutta la maggioranza, tuttavia, si è prestata all'affossamento. Nove deputati, cosiddetti "finiani" hanno votato contro il rinvio della legge in Commissione Giustizia. Tra questi Flavia Perina, Italo Bocchino, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni. E altri deputati del Pdl si sono astenuti. Tra questi Giulia Buongiorno, presidente della Commissione Giustiziasi, Elio Vito e Gianfranco Rotondi. Anche l'opposizione, tuttavia, ha dovuto registrare la sua defezione. Ancora una volta l'on. Paola Binetti ha preso le distanze dal gruppo cui appartiene e votando con la maggioranza, ha provocato una dura reazione di Franceschini. 10/6/2009 risveglise fossi un pellerossa, sì un indiano d'america, sioux, navaho, cheyenne, cherokee, apache o quant'altro, oggi questo sarebbe stato il mio nome. Vi capita mai di alzarvi così?? Alzarvi anche se potreste rimanere a letto perché non avreste null'altro da fare? Quando potreste girarvi tranquillamente dall'altra parte e riprendere il sonno, ma vi sentite costretti alzarvi ugualmente perché anche stare sdraiati a letto vi da fastidio? Vi crea ansia e un senso di soffocamento? In giorni così non vi resta altro che alzarvi e naturalmente lo fate col piede sbagliato. Per qualche minuto vi aggirate nervosamente per la casa, prendete il giornale ma lo gettate subito sul divano dopo uno sguardo superficiale sulla prima pagina, già le immagini presenti vi creano fastidio. Preparate una colazione con quella vaga sensazione dentro che vi manchi qualche cosa, che avete qualche cosa di importante da fare ma che vi sia sfuggito completamente dalla memoria. Così mentre trangugiate velocemente una tazza di caffè latte o di the con quattro biscotti, rimuginate in modo sconclusionato su quale sia la vostra posizione nel mondo, nella vita, senza arrivare da nessuna parte e la vostra sensazione di inutilità aumenta. L'aria all'interno dell'appartamento si fa pesante, irrespirabile e la considerazione che avete di voi stessi sembra assottigliarsi sino a svanire involandosi da sotto lo spiraglio della porta. Uscire, occorre uscire. Una corsa in bagno per una veloce lavata di faccia, niente barba, chi se ne frega, l'amor proprio sta parcheggiato altrove. Ci si veste con quello che capita sotto mano, si raggiunge il garage, si sale in macchina e sempre rimuginando vagamente su qualcosa di non ben definito si giunge alla periferia del paese, dove alle pendici dei monti, si snoda addentrandosi nei boschi il percorso vita. Parcheggiate l'auto, calzate un paio di scarpe da trekking sempre disponibili all'interno del baule e vi incamminate. Quasi di corsa vi addentrate velocemente nel bosco, con passi affrettati e brevi, come se dentro voi esistesse la necessità impellente di raggiungere quel pensiero perso nei meandri della memoria ed in pari tempo la paura di potersi smarrire lungo quella strada. Il respiro, affannoso pesante, quasi a scatti, segue il ritmo dei passi. Poi senza una ragione apparente lo sguardo inizia un percorso nuovo e diverso, si addentra nel bosco e si distrae, scrutando fra tronchi di pini, castani e cespugli. Scorge all'interno di una radura un ultimo ciclamino autunnale, ci si sofferma. Lo sguardo si fa più attento ed ecco accade che alla base di un tronco fra ciuffi d'erba appaiano, improvvisi quasi per miracolo, dei piccoli bianchi funghi. Là più avanti, proprio ai lati del sentiero, dei verdi ricci colmi di castagne non ancora mature caduti prematuramente dai rami. Lo sguardo spazia all'interno di quel verde e di quelle onbre, un altro fiore, delle bacche, qualche mora, una lucertola che furtiva fogge al vostro arrivo fra un leggero frusciare di foglie ed una variopinta farfalla volteggia in modo ineguale attirando l''attenzione. Il passo cambia, rallenta di ritmo e si allunga di portata, seguito dal respiro che si fa lento, profondo e misurato. Sul volto si disegna una smorfia che a tutta l'aria un sorriso sognante, e quel pensiero fuggente, quello che era causa dell nostro fastidio, della nostra ansia. Quello che si rincorreva nervosamente quasi fosse una verità perduta ed ineluttabile, scompare , cessa di esistere, forse perché non è mai esistito. Ci si ritrova così a camminare dentro al bosco quasi chiedendosi come ci si sia giunti, quale sia stata la ragione che ci abbia spinto a farlo, senza trovare una risposta, felici comunque di averlo fatto. 9/18/2009 Il virus…Devo confessarvi un disagio che mi auguro sia anche vostro: ho contratto il virus dell’influenza V. La malattia si manifesta con attacchi di nausea e scatti di insofferenza ogni volta che mi imbatto nei due bacilli V: violenza e volgarità. La lettura dei quotidiani, con quella sequela di insulti e allusioni senza ironia, abbatte già di primo mattino le difese immunitarie. E la situazione peggiora nel corso della giornata, quando vedo i corpi delle donne esibiti in tv senza rispetto, quando sento le persone urlare e aggredirsi a vicenda per il puro gusto di coccolare il loro ego confuso, quando mi rendo conto che i valori - ebbene sì - borghesi che mi furono inculcati da piccolo (fra i quali la tolleranza e un pizzico di ipocrisia) non hanno più corso in una società che esalta come sinceri i comportamenti esibiti, tracotanti e settari. Ad aggravare i sintomi del male c’è la sensazione che quello fuori posto sia io, incapace di schierarmi o di qua o di là, perché di qua c’è gente di cui mi vergogno e di là gente di cui non mi fido. Mi sembra che questa vergogna e questa sfiducia siano monopolio di una minoranza, accerchiata da due eserciti di fanatici assertivi che anziché i propri talenti esibiscono le miserie altrui, rinfacciandosele a vicenda. Perchè???Ogni tanto mi piacerebbe che la politica fosse come l’Inter: zeppa di stranieri. Meglio se tedeschi e scandinavi. Burocratici, slavati, seri. Che noia meravigliosa. E invece eccoli, i nostri ragazzi. Arrivano al Parlamento Europeo di Strasburgo e danno subito spettacolo. Dibattito sull’immigrazione: il capogruppo dei democratici alza la mano e denuncia il governo dell’Italia, cioè del suo Paese. Stupore fra gli eletti delle altre nazioni, ancora affezionati a concetti desueti come la dignità nazionale. Ma niente paura, l’esponente del Pdl chiede la parola e rimbecca il suo accusatore. I colleghi abbassano il volume della traduzione simultanea e si chiedono: questi italiani, le magagne di portineria non potrebbero risolverle a casa loro? 9/10/2009 un necrologio d’amoreCredo non ci sia maschio, anche se di successo e rosolato allo spiedo delle telecamere, che non sogni di essere ricordato dalla sua donna nell’ora della propria morte con queste parole: «Hai avuto una vita splendida e io sono così fortunata che l’ho condivisa con te. Grazie. Ti amo». È il testo con cui Daniela Zuccoli ha salutato il marito Mike Bongiorno dalla pagina dei necrologi del «Corriere». Un testo asciutto e perciò così commovente. Qualsiasi uomo che alla fine degli esami ottenga una pagella simile dalla persona che ha amato potrà ben dire di non aver vissuto invano. È come se dopo la grappa, i prosciutti e le pellicce, Mike (cui ci vollero tre matrimoni prima di trovare quello giusto) avesse deciso di congedarsi con un’ultima fenomenale televendita dedicata alle coppie. A quelle fisse, stabili e ancora innamorate, nonostante tutto. Che non inseguono più le emozioni ma i sentimenti, e quindi non fanno notizia, ma fanno la vita e la costruiscono insieme, un giorno dopo l’altro. 9/4/2009 i sogni ritrovatiIl mio sogno strozzato di bimbo era di montare sul primo treno diretto a Chissadove. Lo sta realizzando in mia vece Toby Field. Toby è un moccioso inglese di quattro anni che ogni tanto scappa dalle sottane della madre, sgambetta fino a una stazioncina del Kent e monta sul primo treno diretto a Chissadove. Lo ha già fatto quindici volte e quindici volte lo hanno bloccato i ferrovieri, ai quali egli si rivolge con educazione per chiedere un biglietto e avere informazioni sul viaggio. Rimane sempre deluso. Essendo adulti, ne sanno molto meno di lui: oltre il finestrino vedono prati e fabbriche, mentre per Toby ci sono mari tempestosi e vascelli in fiamme. Alla stazione successiva lo fanno scendere e accomodare in sala d’attesa per dare il tempo all’ansimante mamma Kirstie di venire a riprenderselo. La povera donna ha paura del giorno in cui il figlio perderà l’innocenza e da poeta si trasformerà in ladro: appena incomincerà a nascondersi ai bigliettai, quello a Chissadove è capace di arrivarci sul serio e anche di perdercisi. Così da qualche tempo in tutte le stazioni del Kent, accanto alla foto della regina Elisabetta, campeggia quella di un moccioso di quattro anni: chiunque lo veda aggirarsi su un treno è pregato di fermarlo. 8/25/2009 ciao riminiE' tutto il giorno che ricevo sms, email, telefonate commosse, grate, commoventi : non ho parole, credetemi non ho parole per ringraziare io per tanta stima e tanto affetto. |
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